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La produzione casearia artigianale a Bugnara: 

Germana ha ereditato l’azienda di famiglia e porta avanti la produzione di formaggi caprini, un lavoro che svolge fin da bambina. Con circa 300 capre allevate in montagna, la sua attività è un esempio di dedizione e continuità.

Intervista a Germana

Primo piano di Germana

D: Buongiorno Germana, ci racconti la storia della tua azienda?

G: L'ho ereditata dai miei genitori, quindi è un lavoro che faccio da bambina. I miei genitori non ci sono più, ma per me è sempre stata una passione lavorare sia con gli animali che con i formaggi, e quindi ho continuato a farlo.

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D: Quante capre avete?

G: Ne ho circa 300. Stanno in montagna e se ne occupa mio marito. Di notte sono chiuse nel recinto guardate dai cani perché c’è il pericolo dei lupi e degli orsi.

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D: La mungitura la fate sempre voi, tutti i giorni?

G: Sì, la mungitura la facciamo sempre noi, due volte al giorno: la mattina e la sera. La mungiamo ancora a mano, ma forse dall'anno prossimo metteremo una macchina.

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D: Che tecnica utilizzate per produrre formaggio?

G: Il latte lo lavoriamo subito, oppure lo mettiamo nei frigo per lavorarlo il giorno dopo. Produciamo ricotta, formaggi freschi e stagionati, prodotti classici, ma anche quelli speziati: tipo tartufo, erba cipollina, zafferano, noci, di vario tipo. La tecnica è cambiata: quando lo faceva mia mamma si usava il caldaio di rame e il fuoco a legna.

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D: E’ un lavoro duro?

G: Comporta dei sacrifici, perché comunque la mattina ci si alza presto, la sera si rientra tardi, non esistono feste troppo prolungate. Si può avere una mezza giornata di riposo, ma non di più.

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D: E quali sono le difficoltà principali dell'attività?

G: I costi di produzione. Dobbiamo mantenere un prezzo giusto perché altrimenti la merce che viene da fuori ci mette giù, e se alziamo i prezzi non vendiamo. Soprattutto incide il costo dell'alimentazione degli animali.

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D: C’è molta richiesta locale? Che prospettive ha per il futuro?

G: In realtà, vendiamo di più fuori zona (Pescara, Pratola, L'Aquila). Soprattutto il capretto lo vendo a Roma; abbiamo un accordo con una rete di commercianti e di trasporto.

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D: Come vedi il futuro

G: La vedo dura, cerco di resistere, soprattutto con tutte le difficoltà che ci sono dal Covid in poi, però ce la caviamo. Non ho intenzione di chiudere. Mio figlio, anche se ancora adolescente, vorrebbe continuare l'attività e sicuramente a lui piacerebbe.

magazzino di forme do formaggi
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