
Cocullo
Tradizioni millenarie, leggende e paesaggi montani

In viaggio verso Cocullo: taccuino di viaggio
Siamo arrivati a Cocullo provenienti da Sulmona, percorrendo la SS5 Tiburtina Valeria. La strada attraversa la Valle del Sagittario, supera prima Bugnara e poi Anversa degli Abruzzi per aprirsi ad un paesaggio montano di un’ampia vallata con macchie di alberi e vegetazione sparsa. Pochi chilometri prima dell’abitato principale, si sfiorano gli edifici ordinati della frazione di Casale, uno degli insediamenti più antichi del territorio.
In alto, sul lato destro, il profilo dei monti é animato dalle pale dei generatori eolici.
Cocullo, posto a 879 metri di altitudine, appare in lontananza aggrappato alle propaggine meridionale del Monte Catini (1319 m s.l.m.). Conta circa 200 abitanti e le sue origini risalgono all’epoca preromana, con insediamenti dei Marsi e Peligni. In epoca romana era noto come Cuculum, nodo viario lungo la via Valeria
Passeggiata nel Centro Storico

Il centro storico conserva ancora oggi la sua anima medievale: case in pietra, archi antichi, portali scolpiti e vicoli stretti che risalgono il pendio, ripercorrendo sentieri secolari. Tra gli elementi architettonici più significativi spiccano la torre campanaria della chiesa di San Nicola, le antiche porte urbiche, la fontana duecentesca e le chiese di impianto romanico.
La storia del borgo è segnata da ferite profonde lasciate dai terremoti, in particolare quelli del 1706, del 1915 — il devastante sisma della Marsica — e del 2009, il cui forte impatto é marcato dai numerosi cantieri tuttora attivi.
La Festa dei Serpari é celebrata ogni 1° maggio: un rito antichissimo, nato dal culto della dea Angizia e successivamente reinterpretato in chiave cristiana attraverso la figura di San Domenico Abate.
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Per saperne di più su Cocullo
Comune di Cocullo:sito
http://www.comune.cocullo.aq.it
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Portale Turismo Regione Abruzzo
https://www.abruzzoturismo.it/it/destinazioni/cocullo
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